Pranoterapia

Non è facile per me parlare della PRANOTERAPIA senza cadere nel banale in quanto sui concetti e sui principi di questa disciplina è stato scritto di tutto ed internet è pieno zeppo di nozioni, tra l’altro non sempre corrette. Cercherò quindi di differenziare il mio scritto partendo dalla mia esperienza personale e da come vivo io la PRANOTERAPIA.

 

Dunque non si è pranoterapeuti solo nel momento in cui si impongono le mani ma PRANOTERAPEUTI lo si è sempre. H 24.

È il pensiero terapeutico quello che conta, l’approccio che si ha con l’Universo.

Mi spiego meglio

  • Testo sempre gli alimenti (sia per me che per i miei cari) che andrò ad ingerire, ma cosa vuol dire questo?
    Quando faccio la spesa valuto sempre il livello energetico di frutta e verdura prima di acquistarla. È un processo importante per me perciò scelgo sempre cibo con un buon livello energetico e non è detto che la frutta e la verdura di stagione ne abbiano, un pranoterapeuta questo lo sa.
    Valutare ciò che si ingerisce è fondamentale!

    Per esempio: le fettuccine sono buonissime ma, se durante la fase di impasto, la massaia era arrabbiata o triste, le sue fettuccine risulteranno intossicate dalle sue emozioni e quel cibo sarà tossico e probabilmente difficile da digerire..

  • Tratto la mia casa con rispetto e la mantengo pulita.
    Si dice: “Tratta la tua casa come un tempio”. Inoltre mantengo la mia “centratura” cercando di mantenere uno stile di vita corretto.

Considerando che facciamo parte di un cosmo vivente, è indispensabile rapportarsi con il tutto attraverso il giusto approccio, con rispetto e integrazione.

Tutto è energia anche l’oggetto più impensato perché, anche se di plastica, è stato costruito con dei materiali provenienti dal cosmo e magari costruito dall’uomo, il quale gli ha trasferito la propria energia. Ricordate le fettuccine?

Ed ora sfatiamo un mito!

Sempre secondo la mia esperienza e in base a quanto mi è stato trasmesso, per effettuare un trattamento pranoterapeutico non sempre occorre l’imposizione delle mani: io posso usare anche gli occhi o l’intenzione: le mani sono un mezzo – a volte più semplice – per creare il contatto.

È proprio per questo che un buon pranoterapeuta può fare anche trattamenti a distanza.

Ma chi può diventare Pranoterapeuta? Occorrono doti innate?
Io credo che alla nascita tutti abbiamo dei talenti e quindi anche le giuste potenzialità per diventare pranoterapeuti, poi nel corso della vita c’è chi lo esprime tirandolo fuori e chi invece si dedica ad altri tipi di talenti come l’arte, la musica e via dicendo.

Nel mio caso, quando ho deciso di far emergere questo talento mi sono preoccupata di informarmi, studiare e prepararmi.

Grazie agli studi ho imparato a toccare i corpi sottili e ad ascoltare la loro vibrazione, a riconoscere il loro state di salute, se ci sono dispersioni o blocchi dovuti a traumi più o meno importanti.

Il nostro corpo non è solo un corpo fisico ma è protetto da un corpo energetico che a mio parere – e non solo – è più importante.

Se il corpo energetico si ammala e nessuno se ne occupa, prima o poi questo malessere arriverà al corpo fisico e si trasformerà in malattia. La malattia è per lui il modo più semplice per farci comprendere il suo disagio.

A livello pranoterapeutico è importante valutare lo stato di salute dei Chakra, esaminandone la dimensione, la vibrazione e la rotazione, se esiste uno squilibrio è compito del pranoterapeuta rimettere tutto in ordine.

Solo se i Chakra saranno ben centrati, allineati e con la giusta vibrazione potranno comunicare fra loro in maniera armonica e far si che tutto il campo energetico funzioni all perfezione.

Ebbene sì! Intorno a noi, nell’invisibile, esiste molto di più di quello che riusciamo a vedere ad occhio nudo.

È importante considerare l’individuo nella sua totalità e mantenere lo stato di salute, rispettarlo su tutti gli aspetti sia fisici ed energetici.

Se vuoi conoscere meglio i CHACKRA clicca qui.

 

Phone: Elisa +39 339.1487863 | Catia +39 388.5896517
Fax:
Monterotondo
Formello